Per il lavoro serve che la Regione investa nella formazione della nostra gente

Appello al governatore Oliverio.
Al di là di ogni schieramento politico a livello locale, regionale e nazionale, quello che rivolgo è un appello accorato al Presidente della Regione Oliverio ed alla sua giunta, per evitare che la Calabria perda l’ennesima occasione per avviare un percorso di ripresa economica e sviluppo. Nei prossimi mesi, a prescindere dai tempi esatti e dalle dichiarazioni sceniche elettorali, si apriranno sul nostro territorio alcuni possibili spiragli per dare un po’ di ossigeno ai tanti disoccupati di Rossano e della Sibaritide.

Non possiamo sapere esattamente quando inizieranno i lavori per il nuovo ospedale, né quando si inizierà a mettere mano allo smantellamento di alcuni blocchi della centrale Enel (a prescindere dal destino del sito che, come già detto, dipende dall’importante concorso Futur-E), ma se questi lavori dovessero iniziare domani, noi probabilmente ci troveremmo nell’imbarazzante condizione di dover lasciar spazio ad aziende e lavoratori di fuori regione.

In questi decenni non si è investito sulla formazione di figure innovative e mano d’opera specializzata in attività utili al nostro territorio, trasformando le liste di collocamento in dei parcheggi secolari senza alcuno sbocco possibile. La nostra Regione non ha investito, fino a questo momento, nella formazione e questo ha reso ancora più stagnante il nostro mercato del lavoro. Chiedo al governatore Oliverio di invertire questa tendenza, avviando – in collaborazione con le organizzazioni di categoria e dei lavoratori – un programma di formazione generale per riqualificare l’offerta lavorativa della nostra terra, a partire da progetti specifici per Rossano e la Sibaritide che possano avere riscontri occupazionali rapidi. Serve quindi mettere mano anche alle liste di collocamento e formare figure che a tutti i livelli possano essere impiegate nei lavori per il nuovo ospedale. Stessa cosa vale per la formazione di figure specializzate nello smantellamento di impianti industriali e nella bonifica dei siti. Questo significherebbe non solo impiegare immediatamente centinaia di persone in questi progetti, ma aprire di fatto un percorso lavorativo a questi concittadini i quali, nel futuro prossimo, potranno continuare a lavorare su altri siti ed altri progetti.

Sia chiaro: se non si avvia nel più breve tempo possibile questo percorso, buona parte della forza lavoro impiegata in queste attività non solo non sarà rossanese, ma probabilmente neanche calabrese.

Spero vivamente che il Governatore provveda tempestivamente ad investire in questo ambito.

Da parte mia posso garantire il massimo impegno, qualora fossi eletto sindaco, nell’intercettare tutti i fondi possibili ed immaginabili per riqualificare e modernizzare l’offerta lavorativa, col fine di permettere alla nostra gente di rimanere qui ed avere un lavoro dignitoso: probabilmente si tratta di una idea meno accattivante delle settimane di lavoro clientelare promesse da qualche altro candidato, ma di certo questa è l’unica strada per risollevare la nostra terra dalle sabbie mobili in cui l’hanno intrappolata.

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