Rossano merita istituzioni serie

Spettacolo raccapricciante della maggioranza alle spalle dei cittadini.
Quanto accaduto e sta accadendo in questi giorni nella pseudo-maggioranza che sorregge il Sindaco Mascaro mi importa poco dal punto di vista strettamente politico: era evidente fin dall’inizio come questa coalizione non avesse nulla di politico. È invece la sommatoria di interessi particolari e pacchetti di voti più o meno trasparenti su cui spero si faccia luce molto presto.

Ciò che rende questa vicenda profondamente preoccupante è il ridicolo in cui l’amministrazione sta costringendo le nostre istituzioni e la nostra città: da rossanese provo vergogna per lo spettacolo raccapricciante di batti e ribatti, tirate di giacca e contro-tirate, a cui assistiamo a seguito della nomina dell’ex sindaco Candiano, un tira e molla che ha coinvolto anche le “stanze dei bottoni” cosentini.

Questa dialettica da circo non può che comportare un’ulteriore perdita di autorevolezza delle nostre Istituzioni, evidentemente ridotte a sgabuzzini dei centri di potere cosentini e regionali, quegli stessi centri di potere che hanno ridotto premeditatamente la nostra area territoriale a periferia delle periferie da ogni punto di vista.

L’amministrazione Mascaro è l’esatto opposto di ciò che serviva alla nostra città, che aveva ed ha l’urgente bisogno di una guida autorevole, autonoma e coraggiosa, fatta di persone disinteressate e slegate da poteri ed apparati, ed invece ci troviamo nelle mani di una banda rissosa di passacarte senza alcuna visione di città e di territorio, senza neanche la capacità di discutere tra loro.

La nomina di Candiano, del resto, rappresenta in pieno l’inconsistenza della maggioranza. Nulla da togliere alla carriera di Candiano, che è stato Sindaco, poi Assessore al Bilancio con Filareto.

Ricordo come alcuni giovani consiglieri di maggioranza rimproveravano ad altri l’appartenenza alla prima repubblica: spero ora si siano accorti che ad essere da prima repubblica è soprattutto il loro esecutivo.

Nel merito mi chiedo con quale faccia resteranno ancora in maggioranza coloro che in Consiglio Comunale, discutendo degli equilibri di bilancio, hanno convenuto con me sul fatto che nel passato sono stati redatti bilanci taroccati per sostenere le regalie della giunta di turno, dal momento che quello riproposto è un autorevolissimo assessore al bilancio del passato.

E del resto oggi è più chiaro per quale ragione le linee guida del Sindaco fossero un distillato di ambiguità su alcune questioni cruciali che hanno attraversato anche la campagna elettorale, come quella della riscossione dei tributi e della Soget, di cui Candiano fu, di fatto, il promotore.

Inutile parlare delle cosiddette monetizzazioni, che non discuto dal punto di vista morale o personale: il provvedimento con cui il Comune ha rivenduto a quattro soldi le aree verdi ai privati è semplicemente aberrante dal punto di vista politico e rappresenta fedelmente una visione di città e di pubblica amministrazione distorta e profondamente obsoleta.

Le schermaglie di alcune compagini della maggioranza, come quella rappresentata dall’ex sub-commissario all’emergenza rifiuti Giuseppe Graziano, mi preoccupano non tanto per le ripercussioni sull’esecutivo, quanto per il prezzo che il Sindaco si impegnerà a pagare per tamponare la fame di potere dei gruppetti che compongono la sua impronunciabile coalizione, un prezzo che, come sempre, verrà pagato dai cittadini.

Mascaro dovrebbe comprendere che lo stato pietoso in cui la sua maggioranza sta trascinando la nostra città rischia di diventare irreparabile e che questo, come è giusto che sia, verrà attribuito esclusivamente al suo operato. Non ci sono scuse che tengano: tutti coloro i quali hanno deciso di candidarsi a Sindaco in un periodo difficile come questo erano pienamente consapevoli della situazione drammatica in cui versano le istituzioni locali e Mascaro ha già abbondantemente dimostrato di non avere le idee chiare neanche sulla composizione della sua Giunta.

Purtroppo l’attuale maggioranza rappresenta in pieno la classe dirigente che ha trascinato il Comune nelle sabbie mobili in cui si trova, e per sollevarlo la città ha bisogno di una classe dirigente nuova, diversa e trasparente.

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