Per risparmiare non si tocchino i servizi primari

Si risparmi su consulenze e mega appalti.
La rimodulazione dei servizi comunali che sta avvenendo in questi giorni non può in nessun modo andare a gravare sulle fasce deboli della città, già martoriate dalla crisi economica, e sui servizi essenziali. Ho già avuto modo di rispondere alla maggioranza comunale in occasione del Consiglio sugli equilibri di bilancio rispetto all’eventuale taglio del servizio mensa:

la crisi finanziaria impone un risparmio prima di tutto sugli appalti più gravosi per il comune e sugli sprechi reali che stiamo denunciando sistematicamente, non sui servizi ai cittadini.

Ed invece si sta mettendo in atto una direttiva che rende la mensa, di fatto, inaccessibile ai ceti più deboli della città, aumentando significativamente la tariffa per le fasce più povere. Non condivido la superficialità con cui si stanno affrontando questa ed altre faccende: avere servizi accessibili non è un lusso, è segno di civiltà, soprattutto quando, dall’altro lato, ci permettiamo spese e sprechi inaccettabili.

Basti pensare alle spese legali del comune: una vera e propria cambiale pagata dai cittadini a professionisti di certo valore ma il cui impiego è totalmente ingiustificabile dal momento che il Comune di Rossano dispone di un valido ufficio legale, già puntualmente pagato coi soldi dei cittadini. Questo, in attesa della verifica della Corte dei Conti, vale anche per le spese legali che il Sindaco ha inteso far pagare alla città per difendersi dal nostro ricorso elettorale.

Sull’argomento non mi stupisce la difesa d’ufficio, letta qualche giorno fa, da parte di qualche consigliere di minoranza in crisi di identità: del resto se siamo in queste condizioni è proprio perché negli ultimi decenni le casse comunali sono state utilizzate come un bancomat personale, per cui non c’è da stupirsi se questa amministrazione – che riproduce plasticamente tutte le peggiori abitudini del passato – trova conforto e riferimenti puntuali nella classe dirigente che ha dissanguato città e comune.

Come è inaccettabile risparmiare qualche migliaia di euro per la mensa, facendoli ricadere sui ceti deboli, e nel frattempo continuare a tenere in piedi appalti faraonici che rappresentano il vero pozzo senza fondo per le nostre casse comunali. Appalti quasi sempre assegnati con una sola offerta – nonostante siano in ballo milioni di euro – e che nessuno mette in discussione perché rappresentano strumenti per la creazione del consenso attraverso l’elargizione di soldi e di posti di lavoro temporanei senza alcuna trasparenza.

L’amministrazione dimostri di non meritare critiche rivedendo la rimodulazione dei servizi comunali a partire da quello della mensa: salvaguardi i servizi essenziali con particolare riferimento a quelli diretti ai ceti più deboli e tagli gli sprechi evidenti e amorali che attraversano la nostra macchina comunale. In caso contrario inutile continuare a lamentarsi della nostra opposizione, che risponde ad un dovere politico e ad una visione di territorio e di Governo profondamente diverso da quello di questa classe dirigente.

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