Pochi soldi, ma spesi male o per gli amici

Nessun cambio di rotta nella macchina comunale.
In tanti durante la campagna elettorale abbiamo invocato un cambio di rotta nella direzione della macchina comunale, non come ritorsione nei cofronti di chi fino ad oggi ha ricoperto incarichi di responsabilità, ma come necessità per imporre un modo diverso di gestire la cosa pubblica. In questi mesi stiamo analizzando numerosi documenti, e tutti ci indicano che, al contrario, la direzione sembra quella di prendere quel poco che c’è rimasto e scappare col bottino.

Non credevamo ai nostri occhi quando abbiamo visto la delibera con cui l’Ufficio Europa assegna in modo diretto alla moglie del dirigente dell’Ufficio Urbanistica la redazione del progetto “la cittadella dei bambini e dei giovani”, un lavoro da quasi 40.000 €. Non perché questo non sia consentito dalla legge o perché il professionista in questione non risponda alle qualità necessarie per svolgere il lavoro, ma perché questo tipo di atto avrebbe meritato quantomeno maggiore riflessione anche per rispetto nei confronti di tanti ottimi professionisti presenti sul nostro territorio.

Sappiamo che le scadenze hanno imposto tempi tiranni all’Ufficio Europa, ma per recuperare a quello che riteniamo sia un pessimo esempio di gestione della cosa pubblica, chiediamo al professionista in questione di rinunciare all’incarico dando la possibilità all’Ufficio Competente di assegnare in tempi brevissimi l’incarico ad altro professionista. Non solo: per le prossime occasioni invitiamo l’Ufficio Europa ad attuare la programmazione necessaria per permettere una giusta ed equa rotazione degli incarichi a professionisti esterni ogni qual volta, eccezionalmente, non ci siano i tempi per redarre una gara pubblica e non ci siano le condizioni per assegnare internamente gli incarichi.

In generale quella degli ultimi mesi, a dire il vero già prima dell’avvento dell’esecutivo Mascaro, può benissimo essere ribattezzata l’epoca degli affidamenti diretti: ne stiamo acquisendo a decine e raramente riscontriamo i requisiti che li rendono necessari, dagli affidamenti di incarichi esterni – che al contrario dovrebbero essere ridotti al minimo indispensabile – all’acquisto di materiale per i servizi comunali per i quali gli uffici stanno sistematicamente evitando di effettuare regolare gara pubblica, magari utilizzando il trucco di spezzettare gli acquisti aumentando però, alla fine, le spese per l’Ente.

Questioni che stiamo affrontando ad una ad una cercando di limitare i danni che comunque una classe politica inadeguata ed impossibilitata ad agire per il bene il città continua a produrre, in attesa che una nuova classe dirigente possa finalmente realizzare quel cambio di rotta di cui la città e l’intero territorio hanno bisogno.

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