Scuola di San Domenico: apprezzo la chiarezza, ma è giusto dare risposte

Apprezzo la risposta tempestiva del dott. Antonio Pistoia, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo n. 1, perché ritengo giusto e costruttivo avviare un dialogo serio sul ruolo della scuola nella nostra comunità e soprattutto sulle sue prospettive le quali, a mio avviso, impongono delle scelte politiche e gestionali urgenti.

In attesa di un confronto diretto, che spero sia da prologo ad un dibattito più ampio che coinvolga l’intera classe dirigente scolastica, chiarisco con schiettezza cosa intendo per maggiore responsabilità ed attenzione: oggi, in Italia, in particolar modo a sud, ricoprire un incarico dirigenziale non può significare lo svolgimento di un compito ordinario, per altro ben retribuito, come forse è stato nei decenni scorsi.

Oggi ritengo sia imposto alla classe dirigente tutta il dovere della straordinarietà, perché straordinariamente difficile è il periodo che sta vivendo la nostra comunità. Sono certo che il dott. Pistoia sia in grado di dimostrare la correttezza dell’intero iter per i lavori della scuola di San Domenico attribuendo alla burocrazia gli enormi ritardi dei lavori, ma chi oggi svolge incarichi dirigenziali è consapevole di doversi confrontare quotidianamente con questo tipo di ostacoli, ormai insiti nel nostro tessuto amministrativo.

Il mio appello è quello di attrezzarsi e profondere il massimo sforzo quotidiano per superarli, andando oltre il proprio dovere formale ma rispondendo, forse più semplicemente, al proprio ruolo sociale. Una pretesa che riguarda, primi fra tutti, chi come me si è candidato per amministrare una città: siamo tutti consapevoli degli ostacoli burocratici, delle difficoltà finanziarie, del contesto difficile, chi finge di accorgersene dopo è un irresponsabile e questa situazione richiede coraggio, dedizione e trasparenza straordinari. In pratica: l’epoca del compitino è finita per tutti.

In attesa di un confronto diretto che sarà di certo costruttivo, ritengo giusto, e secondo me persino onorevole, che la classe dirigente sia “condannata” a dare delle risposte, ecco perché, è giusto dire alle famiglie, con chiarezza, perché la scuola è rimasta chiusa così tanto tempo ed in quale data verrà riaperta.

Su questi presupposti credo si possano costruire delle basi solide per rilanciare la qualità della scuola e l’integrazione del tessuto scolastico nella città, soprattutto in quel centro storico da tutti coccolato ma quasi mai effettivamente tutelato per questo ed altri settori.

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