Quattro anni per una risonanza magnetica. Una presa per i fondelli ormai inaccettabile

È a tutti evidente lo stato di grave violazione dei diritti umani che si consuma quotidianamente nel nostro territorio a causa di un sistema sanitario da terzo mondo, costruito su decenni di corruzione e incapacità.

Questo stato di inciviltà e disumanità, di cui il Governo nazionale e la Regione Calabria sono responsabili, è la sommatoria di tante indecenze che intendiamo iniziare a scoperchiare una ad una. Partendo dalla storia infinita della Risonanza Magnetica Nucleare di ultima generazione per il presidio ospedaliero di Rossano, la cui entrata in funzione viene sistematicamente rimandata di mese in mese ormai da anni, una presa in giro che deve terminare.

Pensare che l’acquisto di questa macchina risale al giugno 2012 e da allora in poi tra Regione Calabria ed A.S.P. di Cosenza si riesce a produrre praticamente un atto all’anno. Per decidere dove andasse collocata la RMN ed autorizzare l’ASP ad effettuare i lavori di adeguamento degli edifici, la Regione ci ha messo soltanto 1 anno e 4 mesi. L’ASP ha fatto leggermente meglio, perché per indire la gara ci ha messo soltanto 8 mesi. La gara è stata poi aggiudicata dopo un anno, e nell’Ottobre 2015, cioè un anno fa, dopo 3 anni e 3 mesi, si è finalmente dato inizio ai lavori di adeguamento dei locali. Tutto finito? Neanche per sogno, perché nel progetto dei lavori è prevista la permanenza anche della vecchia Risonanza Magnetica, quella in cui tanti di noi sono stati “scansionati”, che nel frattempo però si rompe. Qualcuno penserà: una ragione in più per attivare al più presto la nuova! Ed invece nel dicembre 2015, cioè due mesi dopo la consegna dei lavori si avvia – stando a quanto si legge sui documenti ufficiali, su richiesta del Primario – l’iter per rimuovere la vecchia RMN, che richiede però una variante di progetto e 240 mila euro in più. L’ASP questa volta è velocissima, per approvare la variante ci mette “solo” 5 mesi, così ad Aprile 2016 dà mandato alla ditta di eseguire la variante.

Il risultato lo conoscono tanti cittadini della sibaritide: oggi non è funzionante né la risonanza vecchia, né la tanto propagandata RMN di ultima generazione, più di quattro anni dopo l’acquisto della macchina. Nel frattempo, però, sono spuntati sul territorio degli enti privati che si occupano di questo tipo di esami e tra qualche settimana avranno anche la convenzione col sistema sanitario pubblico, cioè costruiranno il proprio legittimo lucro sulla salute dei cittadini e coi soldi pubblici.

Quanto durerà questa presa per i fondelli? Non vorrei che, come fatto con le ferrovie in favore degli autobus, si stia smantellando definitivamente la sanità pubblica per offrire il diritto alla salute in mano a qualche investitore privato, il quale dovrebbe essere incaricato, semmai, di integrare il servizio pubblico, non di sostituirlo.

Lo SPOKE Rossano-Corigliano è oggetto di sistematiche penalizzazioni da parte dell’ASP, dell’ufficio commissariale e della Regione, penalizzazioni che cominciano ad assumere la forma del boicottaggio: oltre alla RMN, basti pensare allo svuotamento progressivo dei reparti, al mancato rinnovo del personale medico e paramedico o alle condizioni strutturali dei presidi.

Il D.G. Mauro, Franco Pacenza e Mario Oliverio sono responsabili di quanto sta accadendo e ritengo debbano dare delle risposte alle nostre comunità, non con comunicati stampa o comizi elettorali, ma con atti concreti, a partire proprio dalla risoluzione di questa vergognosa vicenda della risonanza magnetica.

Nel 1961 il presidente Kennedy diede inizio al programma spaziale Apollo, che nel 1969 portò l’uomo sulla luna: ci vollero 8 anni. Paradossi a parte, mi vergogno, come cittadino prima che come consigliere, di vivere in un paese dove nel 2016 ci vogliono 5 anni (speriamo) per installare una risonanza magnetica in ospedale.

 

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