Sui Tributi il trionfo della mediocrità

Continua la gestione obsoleta dei servizi comunali.
Quando si toccano certi tasti sono tutti d’accordo, amministratori di ieri e di oggi. Durante il punto all’ordine del giorno proposto da una parte dell’opposizione, ovvero quello sulla gestione dei tributi comunali, d’improvviso sono saltati gli schemi di maggioranza e minoranza e, se non fosse stato per gli interventi di coloro che hanno proposto la discussione, avremmo assistito ad un significativo monologo unitario di coloro che nel corso degli anni hanno devastato le casse comunali.

Una difesa d’ufficio da parte di una intera classe dirigente, scontata quanto ideologica e sterile, delle esternalizzazioni piratesche che hanno caratterizzato la pubblica amministrazione italiana negli ultimi decenni e che, non a caso, ci consegnano una Italia prossima al fallimento su tutti i livelli, dal Governo centrale al piccolo comune. Una difesa, cioè, della propria mediocrità politica.
Del resto la questione delle esternalizzazioni e delle consulenze esterne non è un argomento che ha lasciato esente il comune di Rossano e non a caso, grazie alle gestioni oculate per esempio dell’ex assessore al bilancio della giunta Filareto, cioè dell’attuale assessore al bilancio, siamo sull’orlo del predissesto.
Un predissesto che da cittadini e membri del Consiglio Comunale vorremmo a tutti i costi evitare. Per farlo è evidente che serve un salto di qualità ed una profonda discontinuità nella gestione della cosa pubblica, una visione diversa e nuova dei servizi che tentiamo costantemente di proporre all’esecutivo ed alla maggioranza i quali però continuano a dimostrarsi sordi, ingabbiati in quelle impostazioni stantie e deleterie che hanno trascinato la nostra città ed il nostro paese in questa profonda crisi economica e civile. Si sbagliava chi ipotizzava che la causa si potesse trasformare all’improvviso nella cura, e cioè questa classe dirigente.
Il risultato è che la richiesta di avviare un percorso finalizzato alla futura internalizzazione, così come predisposto anche in altri comuni importanti d’Italia, non sarà minimamente valutata: per altri 5 anni avremo una gestione esterna dei tributi i cui costi sono ovviamente pagati dai cittadini, e tra 5 anni non avremo probabilmente più la possibilità di gestire internamente neanche quelle parti di servizio in cui attualmente lavorano gli uffici.
Continua cioè quel processo di spoliazione delle funzioni della macchina comunale, in termini di gestione dei servizi e del personale, che già oggi sta ingessando l’azione amministrativa: coloro che ci hanno accompagnato fino al precipizio, continuano a trascinarci fino a farci cadere.
Per quanto questa posizione fosse scontata già prima di ascoltare gli artificiosi interventi dell’esecutivo abbiamo comunque portato questa discussione nel massimo organo democratico della città e continueremo a spingere verso percorsi virtuosi per tutti i settori ed in tutte le sedi disponibili.
Certo che mai come in questo caso si sono rivelati i limiti strutturali di una classe dirigente inadeguata, che va evidentemente oltre gli schieramenti formali e che deve essere radicalmente rinnovata non solo e non tanto in termini anagrafici, ma soprattutto in termini di contenuti e proposte.

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