Le uniche “dichiarazioni infedeli” sono quelle di Candiano.

Amministrazione nel caos vuole solo spremere la città.

Attendavamo con ansia la risposta mal celata del sindaco facente funzioni, cioè l’assessore al Bilancio, rispetto all’accertamento selvaggio in atto in questi giorni da parte del concessionario del servizio tributi. Si tratta, lo ribadiamo, di una operazione divenuta ormai tristemente tradizionale con cui la classe dirigente intende gonfiare le presunte entrate e cercare di far quadrare i conti, in modo da poter mantenere intatti gli sprechi e le elargizioni “intoccabili”

Non di certo quelle relative ai servizi per i cittadini che sono sistematicamente messe in discussione, bensì quelle strumentali alla creazione di consenso torbido ed alla tutela di interessi diversi da quelli della comunità.

Del resto se pensiamo che un ente con la situazione finanziaria delicata come il nostro Comune, si permette – piuttosto di mettere a posto i conti o di realizzare opere primarie funzionali al rilancio economico della città – di attivare mutui per 2,5 milioni in pochi mesi, tralasciando bisogni primari e possibilità di finanziamenti da parte di altri enti, risulta evidente come questa Amministrazione stia traghettando il comune verso il disastro.

L’invito è quello di non alzare polveroni. L’intento è quello di nascondere i polveroni sotto il tappeto, affinché paghi, sempre e comunque, la città.

Ma non ci sono solo i mutui. C’è, per esempio, la discussione mai veramente aperta sulla possibilità di internalizzare proprio il servizio di riscossione tributi risparmiando 400 mila euro all’anno. Una discussione che non avrebbe dovuto neanche iniziare visto che lo stesso Mascaro, in campagna elettorale, aveva dichiarato di essere favorevole all’internalizzazione del servizio, ma evidentemente non si era ancora confrontato con il sindaco facente funzioni. Una discussione che abbiamo proposto tanto in Commissione Bilancio quanto in Consiglio, ma dalla quale si è rifuggito con argomentazioni pseudo-tecniche che non rispecchiano la realtà del nostro ente e che sviliscono il ruolo degli uffici comunali. Altro che “dichiarazioni infedeli” dei cittadini, le uniche “dichiarazioni infedeli” sono quelle dell’Assessore al Bilancio.

E del resto si tratta di un’altra operazione maldestra, l’ennesima in pochissimi mesi, di un esecutivo che sta letteralmente trascinando il nostro comune nel caos: basti pensare che non si capisce neanche se un assessore fa l’assessore o no. Mai avrei creduto, come cittadino prima che come consigliere, di assistere ad una cosa del genere, con dimissioni annunciate sulla stampa, poi effettivamente protocollate tempo dopo, con un assessorato fermo settimane e settimane per poi scoprire, sull’albo pretorio, che da due giorni l’assessore all’ambiente è tornato, o meglio, è stato “rinominato”. In tutto questo i consiglieri di maggioranza, se di maggioranza si può parlare visto che nelle discussioni importanti è più nutrita l’opposizione, sembrano dei ballerini di valzer in un andirivieni tra gruppi consiliari, gruppi personali, sostegni con riserva e così via. Del resto, devo ammettere, comprendo l’imbarazzo di chi comunque è stato votato nel sostenere un sindaco che, di fatto, non è stato votato.

C’è chi si adira quando viene messa in discussione la solidità contabile delle nostre istituzioni in relazione ad un momento importante e delicato come questo, con processi importanti in atto come Futur-E, Revamping di Bucita e fusione, ma se c’è qualcosa che mette veramente in discussione e rende difficoltosi certi processi, questa è la profonda mediocrità e inconsistenza politica, nel più alto significato del termine, di questa classe dirigente di cui l’attuale maggioranza è rappresentazione fedele.

Non è mettendo la polvere sotto il tappeto che si possono condurre in porto processi importanti come quelli in atto, ma con una classe dirigente rinnovata e libera di cui Rossano, Corigliano e l’intero territorio hanno urgente bisogno, una classe dirigente a cui lavoriamo quotidianamente.

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