Sul futuro di Enel solo torbidi misteri e chiacchiere. L’amministrazione immobile sui problemi della gente.

Devo ammettere che, come ultimamente mi capita, non ho ben compreso il comunicato della giunta Candiano-Mascaro su Futur-E, cioè sul concorso di idee che potrebbe decidere le sorti del sito industriale di Sant’Irene e, conseguentemente, dell’intero territorio.

Un concorso sul quale gli amministratori eletti della città, cioè i consiglieri comunali, non sanno praticamente nulla, fatta eccezione per quattro righe dove c’è scritto tutto ed il contrario di tutto, mentre apprendo dalla stampa che una fantomatica commissione valutatrice, in cui sarebbe presente anche il Comune, sta già valutando e selezionando dei progetti. Chi, come e dicendo cosa sta partecipando a questa commissione?

Conoscendo le dinamiche di questa pseudo-amministrazione, possiamo immaginare chi stia gestendo la faccenda Enel, in nome e per conto proprio, come da tradizione. Del resto il sindaco facente funzioni, l’assessore al bilancio, negli ultimi anni ha dimostrato ripetutamente di considerare il Consiglio Comunale, cioè l’organo eletto democraticamente dai cittadini, come lo sgabuzzino del proprio studio professionale.

E con questo stile, infatti, che durante l’ultima riunione dei capigruppo, con una telefonata direttamente dalle stelle si è tentato di inserire, senza preavviso né discussioni né documentazione al riguardo, un punto all’ordine del giorno del consiglio comunale per dare “un indirizzo su enel”. In pratica il Consiglio avrebbe dovuto approvare le tesi propinate all’ultimo momento da qualcuno nel chiuso delle proprie stanze. Uno stile che ha caratterizzato tutti i mesi di questa legislatura con commissioni e consigli convocati l’ultimo giorno utile, senza documentazione, senza discussioni e senza trasparenza. Un andazzo che abbiamo interrotto, grazie anche alla collaborazione di gran parte degli altri capogruppo, rimandando al mittente “la telefonatina”.

La cosa che più lascia interdetti è che mentre l’esecutivo sgomita istericamente per mettere lo zampino in potenziali affari utili per la creazione di un consenso artificiale ed opaco, producendo decine di comunicati stampa sul nulla, resta totalmente immobile sui problemi reali che attanagliano la città e la comunità e quando si muove lo fa contro gli interessi della città.

Non dice una sola parola sul mancato pagamento dello stipendio per decine di addetti alla raccolta rifiuti, giustifica l’accertamento selvaggio da parte della società che gestisce la riscossione sperando di gonfiare (per l’ennesima volta) il bilancio, non ha nessuna programmazione sulle opere primarie necessarie alla città, non interviene nell’emergenza casa per decine di famiglie (abbiamo sollecitato più volte la riunione della commissione apposita) e si potrebbe andare avanti a lungo.

In estrema sintesi, chi credeva che qualsiasi sindaco eletto sarebbe stato meglio del commissario non è stato soltanto smentito dai fatti, è stato superato in fantasia: abbiamo un sindaco peggiore del commissario e per giunta non eletto.

Su Futur-E sia chiaro che la questione Enel non riguarda né solo l’Azienda, né solo qualche amministratore di maggioranza, sia per quanto riguarda il futuro che per quanto riguarda l’attuale situazione occupazionale della centrale, laddove sono in atto tentativi di ridimensionamento e strani avvicendamenti su cui intendiamo andare a fondo. Non solo ritengo che debba essere coinvolto il Consiglio Comunale quindi la città rispetto a questa questione, ma in virtù della fusione ritengo debbano essere coinvolte anche Corigliano e le altre città del comprensorio, sia per buon senso che per avere maggiore potere contrattuale con Enel.

Ho l’impressione invece che questa maggioranza, o meglio questa sommatoria di minoranze, parli di fusione solo sulla stampa, mentre quando c’è da gestire questioni importanti non riesca neanche a dialogare al proprio interno. Una cosa è certa: l’epoca delle decisioni al chiuso delle stanze, sulla testa delle comunità, è finita.

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