La città affonda nel degrado, urbano e politico. Comune trasformato in un barattificio.

Ciò che risalta agli occhi di ogni cittadino, in questo periodo, è il degrado urbano in cui affonda la città: incuria, gramigna, guasti, strade sconnesse, viali bui, fuoriuscite di acqua e fogna. Un degrado che viene segnalato e denunciato da mesi da centinaia di cittadini, quartiere per quartiere, via per via, i quali però non ottengono alcuna risposta. Ciò che si sente dire il più delle volte è che “non ci sono soldi”.

Potrebbe trattarsi di una impressione superficiale, di una circostanza casuale, che però rispecchia il degrado politico in cui affoga Rossano in questo momento.

Nelle scorse settimane abbiamo assistito alle pubbliche baruffe interne alla maggioranza, interne ai partiti che la sostengono ed ai loro gruppi consiliari, insieme alle patetiche sceneggiate di chi cerca disperatamente un nemico nell’opposizione a cui aggrapparsi per cercare di fermare il terreno che frana sotto i propri piedi.

Ma aldilà di questo, ciò che risulta evidente di questa amministrazione è la totale immobilità su problemi reali della città. Ancora una volta, esattamente come per le ultime quattro legislature, si prova a rifilare ai cittadini la scusa della mancanza di fondi. Certo, le casse non sono floride e del resto Mascaro, consigliere di maggioranza negli ultimi 10 anni, e Candiano, ex assessore al bilancio della giunta Filareto, dovrebbero saperlo bene, come lo sapevano tutti coloro che si sono candidati alle amministrative.

Eppure ciò che non è chiaro è per quale ragione i fondi mancano per appalti come quello del verde pubblico o come quello delle pulizie degli edifici comunali, mentre ci sono ed abbondanti per l’appalto della riscossione tributi, oppure perchè ci si scandalizza (giustamente) se ai primi partecipa da anni una sola azienda, mentre non si batte ciglio se la stessa gara per la riscossione viene assegnata con un solo partecipante, prassi effettivamente preoccupante che riguarda la maggior parte degli appalti del Comune di Rossano.

Il filo di un Governo cittadino, in un momento difficile come questo, dovrebbe reggersi stabilmente sulle idee e su una visione complessa ma chiara di città e di territorio.

Ciò che caratterizza questa amministrazione, invece, sono le assenze in Consiglio Comunale, le nomine dirigenziali concesse e revocate, le commissioni saltate senza una ragione, la continua ricerca di assessorati o altri tipi di concessioni che hanno trasformato il nostro comune in un caotico barattificio sulle spalle della nostra comunità.

A differenza di altri, non è nostra intenzione demonizzare nessuno: non abbiamo nemici né dentro le istituzioni né fuori, ma solo una visione diversa, profondamente diversa, di gestione della cosa pubblica.

Quanto sta accadendo è la semplice conseguenza del fatto che questa classe dirigente non è strutturalmente in grado di dare risposte alle comunità, perché è il problema e non la soluzione. Ciò di cui avrebbe bisogno non solo la nostra città, ma l’intero territorio, è una classe dirigente e politica staccata dalle logiche di potere e di gestione del consenso che ci hanno trascinato fino a tanto degrado, una classe politica che governi con le mani libere, con coraggio e con idee precise. Una classe politica che non tiri a campare.

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