Strada del Traforo, servono tempi brevi e certi. Città allo sbaraglio

In un momento di profonda crisi economica e confusione istituzionale, causata non dal processo di fusione ma dalla inadeguatezza di chi la sta guidando, la chiusura della cosiddetta “strada del traforo”, ovvero la continuazione di competenza comunale della SP 188, rischia di rappresentare un altro evento drammatico per la comunità. Finora mi sono limitato ad informarmi sullo stato degli interventi, e devo dire di essere soddisfatto per l’attenzione che è stata dimostrata dagli uffici comunali e ragionali, quanto meno per trovare una soluzione temporanea che permetta la riapertura al traffico dell’arteria.

Tuttavia ora, a molti giorni dal fenomeno franoso che è gravato sulla galleria paramassi, esorto quegli stessi uffici a non lasciare il lavoro a metà, quindi a terminare in tempi brevissimi i lavori di messa in sicurezza della parete e procedere quindi all’apertura al traffico.

Entrambi i centri storici della città durante il mese natalizio si ravvivano attraverso la riscoperta di riti e tradizioni, circostanza che oltre a rinnovare valori culturali e religiosi di importanza inestimabile, rappresentano anche una boccata d’ossigeno per quei commercianti eroici che mantengono ancora la propria attività nei borghi antichi.

Ecco perché ritengo che l’apertura della strada debba avvenire improrogabilmente entro il mese di Novembre.

È noto come la questione interessi da vicino tutti i commercianti del centro storico di Rossano, oltre che gli abitanti delle località montane ed i dipendenti delle P.A.; è noto come, in occasione della chiusura della prima galleria paramassi, si siano dovute tenere numerose mobilitazioni, anche forti, per sbloccare la situazione almeno temporaneamente. Il senso unico alternato all’imbocco della Sp 188 è già di per se una ferita aperta e rappresenta il fallimento delle riforme istituzionali degli ultimi vent’anni, visto l’assurdo immobilismo della Provincia di Cosenza rispetto ad un tratto viario tanto importante e ad una soluzione che sarebbe dovuta essere temporanea.

È evidente come, alla luce di tutto questo, qualora non dovessimo ricevere dati certi nei prossimi giorni, saremo costretti a farci nuovamente carico di chiamare a raccolta tutti gli abitanti del centro storico, i commercianti, le forze politiche e sociali, per organizzare una mobilitazione anche su questa vicenda.

L’auspicio è che la prontezza che ho rilevato finora permanga ed eviti ulteriori disagi ad una comunità già in estrema difficoltà.

Certo, non è questo, purtroppo, l’unico problema che registriamo: basti pensare alla latente crisi idrica; ad una pubblica illuminazione spesso malfunzionante sul versante Rossano e sistematicamente inadeguata (con un lampione acceso e due spenti) sul versante Corigliano; a strade del centro storico di Corigliano più simili a voragini che a vie del centro, come Via Montello, Gradoni Sant’Antonio e Via Roma.

L’intera città, da Apollinara a Pantano Martucci, è allo sbaraglio in termini di organizzazione e controllo del territorio e crediamo serva un grande piano di manutenzione generale straordinaria e di una riorganizzazione radicale dei servizi, una riorganizzazione che sarà in grado di fare solo una classe politica libera e diversa da quelle che hanno governato Corigliano e Rossano finora.

 Flavio Stasi

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