Crisi idrica e bilancio: città allo sbando.

A molti forse non interessa il bilancio comunale attualmente in approvazione: evidentemente non gli importa delle sorti delle città di Corigliano-Rossano. A noi importa, e per questo per settimane abbiamo chiesto un confronto col commissario Bagnato per poter avere contezza di quali siano effettivamente le criticità emerse in questi mesi e quali avrebbero potuto essere i provvedimenti da intraprendere per superarle. Purtroppo questo confronto costruttivo che si inquadrava in un percorso di condivisione e democrazia che ci sembrava necessario per una nascente città di 80 mila abitanti, non è stato neanche preso in considerazione.

Si è invece preferito spendere circa 13 mila euro affidando a consulenti esterni il compito di formulare il bilancio di previsione 2019 nonostante, allo stesso tempo, lo stesso ufficio commissariale avesse deciso di nominare un dirigente a tempo determinato (ex 110 del TUEL) proprio per il settore finanziario del Comune, ovviamente impegnando altre risorse pubbliche. Una condotta che ancora una volta, in totale solitudine, giudichiamo profondamente inadeguata. Certo, ciò che ci sta più a cuore è il risultato, pertanto ci auguriamo di poter verificare al più presto il corretto superamento delle criticità già da noi evidenziate giorni addietro, tra le quali ricordiamo le conseguenze della recente sentenza della Corte Costituzionale n. 18/2019 che riduce da 30 a 10 gli anni di imputazione del deficit da riaccertamento del 2015 ed il difetto di costituzione del Fondo Crediti Dubbia Esigibilità, che ora ci auguriamo sarà stato recuperato.

Nel frattempo a nessuno sta sfuggendo l’ennesima crisi idrica nell’area rossanese della città, con particolare riferimento al centro storico. Di certo le responsabilità di una tale crisi sono da attribuire a 20 anni di gestione folle delle infrastrutture primarie comunali, quelli della famosa “acqua antigravitazionale”, e non alla giunta commissariale. Ma ancora una volta evidenziamo la pessima gestione dell’emergenza nonostante il duro lavoro di molti dipendenti comunali, sia in termini di trasparenza che di efficacia. Ormai un anno fa avevo chiesto l’istituzione di una task-force per l’emergenza idrica e la pubblicazione di un piano trasparente per l’approvvigionamento dell’acqua in caso di crisi che tenga conto di alcune priorità (anziani, diversamente abili, attività eccetera) in modo da rendere ogni cittadino consapevole. Ed invece siamo ancora al servizio “a chiamata”, che per altro espone gli stessi dipendenti alla legittima rabbia dei cittadini. Ma questa è una giunta commissariale che, purtroppo, lavora alla giornata e non ascolta i suggerimenti di chi tiene al corretto funzionamento delle istituzioni.

Cosi come non capiamo come non si sia nemmeno valutata l’ipotesi del rifacimento della condotta che porta l’acqua al centro storico. Soltanto nel Novembre 2018 ero intervenuto per l’ennesima volta su questa vicenda, con un comunicato dal titolo “Ora serve rifare quella condotta” che purtroppo non posso che riprendere testualmente: “lo ritengo indispensabile ed improrogabile, trattandosi ormai di una condotta colabrodo, che è quindi destinata inesorabilmente a rompersi ancora, e ancora. Se si dovesse fare una questione di costi, basta chiedersi quali sono i costi diretti per il Comune ogni qual volta si verifica una crisi di questo tipo per comprendere che si tratterebbe di un investimento di sicura rendita.” Repetita iuvant?

Una cosa è certa: per mettere mano ad annosi problemi come questi serve una classe politica che li abbia a cuore, che sappia già come risolverli e che abbia il coraggio e le mani libere per poterlo fare, la classe politica che stiamo proponendo alla città.

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