POLO COVID, PRIMA SE NE INVOCAVA LA CHIUSURA OGGI SI CHIEDONO PIÙ POSTI PER I RICOVERI

Il timing in politica è praticamente tutto, il dire le cose (giuste) al momento giusto è prassi fondamentale per chi si occupa di organizzare, amministrare lo stato e la direzione della vita pubblica. Quindi tempo, modi e ovviamente avere qualcosa da dire, di concreto e utile, dovrebbero essere pratica comune per chi si occupa della cosa pubblica. 

A maggior ragione nel momento in cui ci si veste da censori e si dispensano giudizi affrettati ove non erronei e si pratica disinformazione, che sia per sciatteria o peggio ancora malevolenza.

Oggi nel comune di Corigliano-Rossano esiste una “questione pubblica illuminazione” perché questa Amministrazione ha avuto il coraggio di sollevarla e si continuerà ad affrontarla tenendo conto della sentenza, certi che i risultati per la comunità in termini di servizio e di risparmio arriveranno e saranno tangibili. Sul tema si è tirato spesso in ballo, giustamente, la questione dell’erario: è proprio questo il punto, dal momento che risulta chiaro come si stiano spendendo molti più soldi dei cittadini di quelli previsti (parliamo di milioni di euro) per un servizio che – oggettivamente – non è né moderno né efficiente. Concetti questi già espressi più volte dal sindaco Stasi e ribaditi ieri, con forza e determinazione, nel corso della civica assise. E come sempre, l’unica rimostranza messa in campo è quella nota e palese della causa persa, senza avere una visione più ampia della questione che è ben più grave e va oltre la sentenza avversa.

A volte prima di urlare come lupi alla luna, bisognerebbe fermarsi a pensare e ragionare su quello che è il bene pubblico, prima che l’interesse personale o la voglia di buttare fango su quello che viene inquadrato come nemico, invece che semplice controparte. È il caso, ad esempio, del Polo Covid, avversato con ogni mezzo e parola, ieri, sempre in consiglio comunale, abbiamo sentito dire: “Magari ci fossero più posti”. Soprattutto nel momento in cui ci si è resi conto che “posti” letto in più potrebbero significare meno sofferenza per le famiglie con parenti ricoverati lontano da casa.

Caso scuole, anche in questo caso si è fatto un gran parlare, sui social si badi bene, di come non si fosse in regola, di come l’amministrazione non avesse provveduto a sanificare per tempo (compito che tra l’altro ha svolto pur non essendo di propria competenza) e di come le scuole avrebbero dovuto restare aperte. Oggi, oltre ad aver dimostrato che si era fatto quanto possibile per mettere gli istituti in sicurezza, se ne chiede a gran voce la chiusura, cosa a cui si è già provveduto e non solo su scala locale, ma nazionale.

Per ultimo facciamo riferimento agli “usi civici”, materia su cui la minoranza in consiglio comunale scatenò quella che, con linguaggio ormai comune, definiamo bagarre. Era l’agosto del 2019 quando in un tumultuoso consiglio comunale la minoranza arrivò a chiedere le dimissioni di alcuni rappresentati della maggioranza perché titolari di alcuni di questi beni immobili civici. Con una delibera il Consiglio Comunale si era occupato della questione. Altri tumulti, altri tafferugli, note stampa al vetriolo. “Il deliberato è scritto male, non è valido”. E invece gli esperti della Task Force SIBaTer – per dotare le Amministrazioni comunali della Regione Calabria di uno strumentario essenziale per l’inquadramento normativo della tematica degli usi civici in funzione delle politiche di governo del territorio comunale – portano ad esempio e modello, come legislazione rilevante in materia, la documentazione relativa alla buona pratica dello “Sportello Usi Civici” del Comune di Corigliano-Rossano. Una “best practice” pubblicizzata anche sul sito dell’Anci. Insomma, avevamo ragione noi. Anche in questo caso.

E dunque nel mentre si cerca lo scontro mediatico e si alzano polveroni contro l’amministrazione comunale, questa sta già risolvendo, o ha già risolto, la problematica sollevata.

LA MAGGIORANZA CONSILIARE  

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