“Chi è Flavio Stasi?”

Flavio Stasi nasce a Rossano nel 1983.
Frequentando la facoltà di Ingegneria dell’Unical, oltre che del suo campo di studi, si occupa fin da subito di temi importanti e delicati come la lotta alla corruzione, alla criminalità organizzata e la difesa del territorio, toccando con coraggio questioni scottanti nel panorama calabrese come le bonifiche dei siti industriali e la cementificazione.

Flavio 1Nel 2008, quando nasce il movimento studentesco in opposizione ai pesanti tagli imposti dal Governo, è già uno dei punti di riferimento degli studenti calabresi e lo resterà fino alla sua laurea, seppur senza trascurare questioni che riguardano specificatamente la sua terra.

Il 25 settembre 2010 è l’unico studente ad intervenire sul palco della grande manifestazione “no ‘ndrangheta” organizzata dal Quotidiano della Calabria a seguito delle numerose intimidazioni mafiose di quel periodo dirette alla Procura di Reggio Calabria e ad alcuni giornalisti.

Durante il suo intervento afferma che “i giovani di questa terra si trovano a lottare con l’incertezza ed i soprusi quotidiani e di questi soprusi si nutre la ‘ndrangheta. La ‘ndrangheta non è un’emergenza ma un fenomeno quotidiano che si nutre di emergenze e che si combatte, quindi, quotidianamente. Allora credo che difendere la scuola pubblica, l’università e la ricerca, oggi, significa lottare contro la ‘ndrangheta tutti giorni, difendere i diritti di chi perde il lavoro significa lottare contro la ‘ndrangheta tutti i giorni…”.

Seppur giovanissimo, è uno degli animatori del grande movimento a difesa del territorio che nasce in Calabria in quegli anni. Un movimento d’opinione in grado di creare un caso nazionale prima per la questione delle bonifiche di grandi aree inquinate come il fiume oliva (Amantea), la pertusola sud (Crotone) o l’area delle ferriti di zinco nel cassanese; successivamente per la questione del commissariamento all’emergenza rifiuti, un istituto che in Calabria ha dilapidato, in quindici anni, più di un miliardo di euro senza alcun risultato.

Il 12 novembre 2011, durante la grande manifestazione di Crotone per la chiusura del commissariamento, interviene a nome di tutti i comitati dello ionio cosentino concludendo il proprio discorso con quello che sarebbe diventato poi uno slogan: “La via d’uscita dalla crisi economica noi calabresi ce l’abbiamo sotto i piedi: è il nostro territorio”. Dopo due mesi il commissariamento all’emergenza rifiuti, anche grazie a quel movimento d’opinione, venne definitivamente chiuso.

flavio 2Nel Maggio del 2011, per motivazioni ancora ignote, viene brutalmente aggredito nella notte da 3 individui che lo fanno finire in ospedale. Dopo alcune settimane di ripresa, denuncia pubblicamente l’accaduto con una lettera al Quotidiano della Calabria dal titolo “Armato di Parola” che finisce sulla prima pagina. La lettera si conclude in questo così: “..potete spaccarmi tutte le ossa, potete sfigurare il mio volto e sfasciare la mia auto, potete accoltellarmi o spararmi, ma non farete neanche un graffio a quello che ho scritto, a quello che penso, e resterete comunque delle ignobili bestie senza dignità. A tutti gli altri, alla mia gente, imploro di non avere paura, di non restare in silenzio nei confronti delle ingiustizie e delle violenze, di avere il coraggio di vivere liberi, di essere Uomini”.

Lo scritto crea un grande moto d’orgoglio e di solidarietà in tutta la Regione e nelle università, ed il dibattito nei giorni successivi si arricchirà di molti contributi da parte di istituzioni, docenti, associazioni di tutta Italia ed il rettore dell’Unical.

Nel 2012, tornato nella città natale, è uno dei fondatori dell’associazione “Terra e Popolo”, organizzazione nata con l’intento di stimolare la valorizzazione e lo sviluppo del mezzogiorno e che in questi anni è stata attiva su tutte le tematiche importanti che hanno riguardato la Calabria ed in particolare il territorio dello ionio cosentino.
Nel frattempo, l’esperienza maturata nel corso degli anni come attivista e riferimento in importanti battaglie di civiltà, è apprezzata anche molto oltre i confini regionali. A poco più di 30 anni, è stato infatti relatore in dibattiti o convegni organizzati a Savona, Bologna, Ravenna, Campobasso, Torino, Roma, Napoli, Galati (Romania).

Insieme alle associazioni del basso ionio cosentino propone alle istituzioni locali un tavolo sinergico tra istituzioni ed associazioni per difendere il territorio e le comunità da vari attacchi, dalla chiusura delle stazioni alla discarica di rifiuti speciali di Scala Coeli. È riferimento di quella importante esperienza a cui hanno aderito tutte le amministrazioni comunali del basso ionio.

Il 15 Settembre 2012 è uno degli animatori della manifestazione “La presa del Treno Perduto”, organizzata dall’associazione Terra e Popolo presso la stazione di Rossano, per denunciare il taglio di tutte le tratte ferroviarie a lunga percorrenza ed il mancato rispetto del diritto alla mobilità per i cittadini della sibaritide. A seguito della manifestazione verranno ripristinate, seppur solo per qualche mese, alcune corse a lunga percorrenza. L’azienda RFI, tuttavia, non gradendo la manifestazione ha denunciato gli organizzatori che sono tutt’ora sotto processo per “interruzione di pubblico servizio”. Flavio Stasi, una delle 14 persone rinviate a giudizio, dichiarerà successivamente “se in questa terra c’è qualcuno che ha interrotto un servizio, questo qualcuno è chi continua a tagliare le corse dei treni isolando intere comunità e negando il diritto alla mobilità”.

Il primo maggio 2013 interviene sul palco del famoso concerto di Taranto organizzato proponendo “una grande vertenza unitaria per il Sud”.

flavio 3Il 16 maggio 2013 è stato audito nella Commissione del Consiglio Regionale Contro la ‘Ndrangheta in rappresentanza della Rete per la Difesa del Territorio intitolata a Franco Nisticò. Durante il suo intervento in commissione ha affermato “in ambito ambientale il pane quotidiano della criminalità organizzata è l’emergenza, la deroga, talvolta illegale ma ancor meglio quando legalizzata. Lo abbiamo visto anche al di fuori della Calabria, quando la criminalità organizzata ha realizzato enormi profitti su terremoti ed altri eventi straordinari. Il ciclo dei rifiuti in Calabria è un evento straordinario che dura da vent’anni. Se questa commissione vuole incidere in questo settore, deve dunque colpire le cause, oltre che interessarsi delle conseguenze”.

Il 18 Luglio 2013 viene audito dalla IV Commissione del Consiglio Regionale in occasione della discussione sulla Legge di Riordino del settore rifiuti, ed in quella occasione denuncia in questo modo l’inadeguatezza delle proposte giunte in commissione: “…per dare un nome alle cose, stiamo creando le condizioni per cui, tanto per fare tre esempi, nella sibaritide, nel crotonese, nella locride gli attuali gestori gestiranno la raccolta, le discariche e gli impianti di trattamento pubblici. Detto fuori dai denti questa legge sembra scritta direttamente dai Gestori”.

Il 31 Agosto 2013, nel corso della mobilitazione contro la chiusura del Tribunale di Rossano, inizia lo sciopero totale della fame insieme all’avv. Mauro Mitidieri per sensibilizzare la cittadinanza e chiedere al Ministro della Giustizia un decreto correttivo che salvi il Palazzo di Giustizia di Rossano. Lo sciopero della fame totale durerà ininterrottamente 12 giorni. Purtroppo né lo sciopero della fame né la costante mobilitazione otterranno il risultato sperato.

Il 20 Gennaio 2014, nell’immobilità e nel silenzio totale delle istituzioni locali, con un articolo intitolato “un altro scandalo sui rifiuti. 750 tonnellate al giorno di monnezza a Rossano” denuncia l’esistenza di un bando regionale che avrebbe fatto arrivare a Rossano e poi nel porto di Corigliano Calabro 750 tonnellate di rifiuti al giorno: l’ennesimo tentativo di devastare l’area della sibaritide. Dopo l’articolo scoppia un putiferio: i comuni convocano dei consigli comunali ad hoc e la società civile si organizza con sit-in e manifestazioni sia a Rossano che a Corigliano. In particolare il Comitato in Difesa di Bucita organizza un sit-in sulla strada che conduce al polo tecnologico di Rossano che durerà circa 30 giorni e 30 notti nonostante il tempo atmosferico ed il freddo.
Al termine di una delle manifestazioni Stasi interverrà a nome degli organizzatori definendo il capitolato d’appalto anomalo ed inaccettabile e denunciando l’immobilità delle procure della repubblica in campo di appalti regionali. La Regione Calabria, dopo un mese di mobilitazione, ritirerà il bando per un vizio formale.

Nonostante l’evidente giustezza della mobilitazione, dimostrata anche dal finale positivo, successivamente la Procura ha inteso avviare un procedimento nei confronti degli organizzatori di quelle iniziative, rinviando a giudizio tre persone tra cui anche Flavio Stasi. Nel corso di una conferenza stampa al riguardo dichiarerà “Questo succede perché spesso, in Calabria, noi cittadini siamo costretti a sostituirci alle Istituzioni disattente, sia quelle politiche che quelle giudiziarie. Ma se per difendere la mia terra sono costretto a farmi processare, me ne farò una ragione”.

L’associazione Terra e Popolo dal gennaio 2013 ha la propria sede nell’antico Palazzo Martucci, a Rossano, dove un tempo risiedeva la storica sede dell’UNLA. Dopo tre anni di lavori di ristrutturazione completamente autofinanziati, il 19 Novembre 2015, l’associazione ha inaugurato la propria sede.

Nel corso di questi anni Flavio Stasi ha pubblicato alcuni saggi e approfondimenti:

Gennaio 2009: “Appunti sulla Bozza Martinotti”.  Argomento: Istruzione ed Università.
Novembre 2009: “A proposito della Nota 160”.  Argomento: Istruzione ed Università.
Marzo 2013: “Proposte per la democrazia”.  Argomento: Rappresentanza politica.
Luglio 2015: “Oltre gli steccati, proposta per un futuro sostenibile della centrale Enel di Rossano”.

Da molti anni tiene un blog, http://attivismo.flaviostasi.it