Visibilità tra grandi temi e branchi storici

Sento la necessità di condividere una riflessione riguardo al servizio sul randagismo andato in onda questa mattina – mercoledì 2 giugno 2021 – su MATTINO5.

Un tema a cui sono la prima a dare una grande visibilità attraverso i continui aggiornamenti sulla mia pagina personale Facebook.

Lo faccio principalmente per stimolare la rete virtuale e virtuosa del volontariato di cui ho fatto parte.

Il randagismo ovviamente non è il protagonista assoluto del mio agire, è quello che però giova maggiormente dell’attenzione dei social (dove per fortuna non è racchiusa tutta la nostra esistenza ed il nostro operato).

Persino in Consiglio Comunale sul punto all’odg relativo all’ordine e alla sicurezza pubblica ha fatto capolino, su impulso di alcuni consiglieri di minoranza, il randagismo.

Mi ha quasi sorpresa l’accostamento.

Un punto in cui avrebbe dovuto e potuto trovare spazio (anche? soprattutto?) una discussione sulle dinamiche che potrebbero interessare il territorio a seguito della volontà espressa di un boss locale a collaborare con la giustizia.

Oggi un’emittente nazionale ha acceso i riflettori su una tematica atavica, lo ha fatto in maniera sbrigativa concentrando l’attenzione su un branco che costringerebbe addirittura i cittadini a chiudersi in casa (durante il lockdown non ci è riuscito granché!). Ho parlato e continuerò a tenere alta l’attenzione sul fenomeno, ci mancherebbe, ma mi chiedo se non si stia “leggermente” esagerando.

A parte la violenza verbale, le valanghe di insulti che incasso quotidianamente, sono stata anche, mio malgrado, protagonista di dirette Facebook.

In una (essendo una convinta sostenitrice dell’importanza delle sterilizzazioni) mi invitavano ad immaginarmi “senza ovaie” mentre nei commenti qualcuno esprimeva il desiderio di “strapparmi i capelli”, in un’altra una ragazzina, tra parolacce ed esplosioni di rabbia, mi riprendeva e mi dava in pasto ai social durante una procedura in corso e a cui ho partecipato con alcuni volontari.

Che sia un tema “caldo” non ci piove ma credo che certi limiti non andrebbero mai superati e che, se il tema interessa veramente, dovrebbe essere approfondito in tutte le sue articolazioni valutando le diverse competenze. Continuerò a lavorare e ad incassare con la serenità di una coscienza pulita, il vittimismo non mi appartiene.

Ma, mentre lo farò, sui grandi temi, come l’ammodernamento della S.S. 106, il destino della centrale Enel, l’Ospedale Unico, l’ex Tribunale, non si accenderanno i riflettori come per il branco protagonista della trasmissione della Panicucci.

Un branco storico come le tante questioni che siamo chiamati ad affrontare e sciogliere e per le quali una visibilità a livello nazionale sarebbe gradita.

Anche?
Soprattutto?

Liliana Zangaro
Consigliere Comunale di Maggioranza
Corigliano-Rossano Pulita

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